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| Il Discobolo 
è una scultura realizzata da Mirone intorno al 455 a.C., rappresentante un atleta che sta per scagliare un disco. C’è chi ritiene che la figura rappresenti l’eroe Hyakinthos (Giacinto); quest’ultimo si narra che fosse amato da Apollo, il quale l’avrebbe ucciso involontariamente proprio con un disco e poi con il suo sangue avrebbe creato il fiore omonimo. Mirone rappresenta il corpo nel momento della sua massima tensione; tale sforzo tuttavia non si riflette nel volto, che esprime soltanto una tenue concentrazione. La torsione del corpo, in una composizione a ruota, è vigorosa, ma allo stesso tempo armoniosa e delicata. L’originale era in bronzo ed è stato perso; l’opera pervenutaci è una copia romana (detta Lancellotti), attualmente custodita nel Museo Nazionale Romano di Roma, alta 156 cm. Analisi strutturale Un'osservazione attenta rivela la possibilità di dividere l'opera in varie parti, racchiuse in uno schema geometrico ben preciso, composto da quattro triangoli sovrapposti così definiti: il primo tra la base e i polpacci delle due gambe; il secondo chiuso tra la coscia destra e il polpaccio sinistro, con il vertice formato dalla piega interna del ginocchio; il terzo nello spazio creato dalla parte superiore della gamba, dal braccio sinistro poggiato sul ginocchio e dal torso; l'ultimo definito dalle linee del costato e del braccio sinistro che si incontrano in corrispondenza del capo.



Non di solo pane vive l'uomo. Io se avessi fame, e mi trovassi abbandonato per strada, non chiederei una pagnotta, ma mezza pagnotta e un libro. E attacco da qui con violenza, coloro che parlano soltanto di rivendicazioni economiche e non nominano mai quelle culturali, che i popoli invocano disperatamente.
F.Garcia Lorca |
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